In occasione della piece teatrale “Donne di Frontiera” in ostaia special guest Alba Parietti, Flavia Barbacetto, e Stefano Cabrera

 

Periodicamente l’Ostaia Do Castello propone serate a tema con tipici piatti della cucina tradizionale genovese.
 

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A CENA CON LE FAMIGLIE NOBILI GENOVESI

Doria, Fieschi, Spinola, Grimaldi, Embriaci, Giustiniani, alcune delle famiglie più rappresentative della Genova medioevale entreranno nella cucina dell’Ostaia do Castello.

La pizza dell’Andrea, la zuppa Grimaldina, le mezzelune di Guglielmo, la cima arrosto degli Spinola, la kakavian di Chios dei Giustiniani e per finire la torta dei Fieschi con note ed aneddoti delle famiglie e dei piatti presentati.

ZUPPA GRIMALDINA

Il piatto proposto trae il nome dalla lontana tradizione che voleva la zuppa di trippa, piatto consumato dai carcerati della Torre e dalle guardie (sbirri da cui il nome sbira) in effetti il piatto richiama invece la tradizione della trippa alla genovese, molto più ricca e succulenta, con funghi, pinoli patate e/o fagiolane.

La Torre Grimaldina fino al Trecento “Torre del Popolo” è il simbolo visivo del potere politico esercitato dal Comune e poi dalla Repubblica di Genova.Le sue origini, visibili nei piani più bassi fino all’impostazione del tetto del Palazzo, risalgono al palazzo duecentesco di Alberto Fieschi. All’inizio del Quattrocento risale lo “strato” corrispondente delle finestre bifore, mentre al 1539 sono da risalire le tre fila di archetti pensili posti a conclusione dello stesso piano.

L’ultimo livello in mattoni con la cella campanaria risulta dei primi del XVII secolo. Nella sua cella i rintocchi della “Grimaldina” segnavano i momenti più solenni e più drammatici della Città. I piani superiori della torre Grimaldina e i locali adiacenti furono utilizzati come carceri dai tempi della Repubblica fino Un episodio del 1435 fa ipotizzare che a quel tempo esistesse già una cella detta Grimaldina, da cui prese poi il nome l'intera torre: in seguito alla battaglia di Ponza nell'elenco dei prigionieri condotti a Genova da destinare a diverse carceri, accanto ad alcuni nomi fu indicata la lettera G che potrebbe significare appunto Grimaldina.

Le carceri occupavano alcuni locali del sottotetto al di sopra dell'appartamento del doge e nella torre. Questo faceva sì che le celle fossero meno umide di quelle tradizionalmente collocate nei piani più bassi degli edifici, ma allo stesso tempo fossero più soggette alle intemperie e ai rigori del clima. Le celle sopra l'appartamento dogale erano piccole e buie, provviste di doppie porte e con spesse grate in ferro inserite all'interno dei muri e dei pavimenti, per impedire ogni tentativo di fuga. Queste celle erano destinate ai prigionieri comuni o politici. Il piano superiore del pontino aereo dell'appartamento del doge permetteva di mettere in contatti direttamente le carceri con il vicino palazzetto criminale. Le celle situate nella torre, più grandi e luminose, erano destinate ai detenuti provenienti da famiglie importanti o a nemici stranieri trattenuti in attesa di un riscatto.

I prigionieri spesso lasciavano sui muri delle celle scritte o disegni a testimonianza delle proprie pene. Nella cosiddetta "cella degli artisti", nella torre, sono presenti disegni di navi da guerra, soldati, dame e cavalieri e una mongolfiera.Tra i prigionieri illustri delle carceri è possibile ricordare il corsaro ottomano Dragut, il doge Paolo da Novi e il nobile genovese Domenico Dalla Chiesa, imprigionato per volere del fratello senatore e famoso per essere riuscito a fuggire raggiungendo la cella campanaria e poi calandosi sulla terrazza sottostante grazie alla bandiera situata in cima alla torre; Giulio Cesare Vachero, che complottò contro Genova insieme ai Savoia, i pittori Sinibaldo Scorza (per lesa maestà), Domenico Fiasella; il musicista Nicolò Paganini (per aver sedotto una ragazza)[76] e il patriota Jacopo Ruffini che qui morì suicida nel 1833.

Tocco e Stracotto

  • Ravioli di Nicolo’ Paganini al tocco
  • Stracotto alla genovese con patate quarantine
  • Bignè del vulcano

Stoccafisso in osteria

  • Cuculli di baccalà
  • Croxetti al sugo di stokke
  • Stoccafisso alla genovese